Tele-Giulia, la parola ai medici

Oggi vi racconto la storia di una giovane donna. Una dottoressa, che ha capito che i social sono importanti per mostrare alle persone come lavorano i medici. Una giovane dottoressa che ha deciso di usare la sua pagina facebook per creare delle dirette in cui dare la parola ai medici.

Oggi vi parlo di Giulia Gianfilippo e del suo Tele-Giulia.

La Dott.ssa Giulia Gianfilippo, ideatrice del format social Tele-Giulia

“Mi chiamo Giulia Gianfilippo. Sono toscana e vivo a Roma. Sono specializzanda in Farmacologia e Tossicologia Clinica e il mio sogno è quello di lavorare all’Organizzazione Mondiale della Sanità.”

Giulia è briosa ed energica. Ho avuto modo di conoscerla proprio durante il lockdown grazie alla rivista UaU Magazine, di cui Giulia è attualmente il vicedirettore generale e autore.

Giulia durante la quarantena ha avviato una sua rubrica di dirette facebook in cui intervista medici, virologi e addetti ai lavori in campo medico-sanitario lasciando tante notizie in più a tutti coloro che vogliono rimanere aggiornati su come si sta muovendo la sanità in questo periodo così duro.

“Ho deciso di creare Tele-Giulia per portare avanti le iniziative ed i progetti che stanno nascendo nel mio settore. Il punto focale di Tele-Giulia è la divulgazione di informazioni sanitarie in base all’attualità e non alla generalizzazione.”

In questo periodo che abbiamo vissuto e stiamo tutt’ora vivendo abbiamo visto un susseguirsi di eventi e novità che hanno trasformato la nostra società da ogni punto di vista. I medici hanno visto la loro parola messa in dubbio più volte e molto spesso le verità venivano ingigantite o addirittura contraffatte dalla stampa e dall’opinione pubblica.

In questo panorama i progetti come quello di Giulia parlano alle persone in maniera trasparente e rimettono in gioco i professionisti del settore che regalano pillole di conoscenza medica tramite i social.

“Scelgo i miei personaggi in base alla loro posizione nel mondo scientifico e in base agli
argomenti di interesse che si avvicinano maggiormente alla situazione attuale.”

Un’attività che richiede impegno e costanza. Un’attività che ha portato Giulia ad avere molte visualizzazioni e soddisfazioni, tanto che i suoi appuntamenti sulla sua pagina facebook sono seguitissimi.

Sulla scia di questo successo social, Giulia ha lanciato anche una sua proposta sanitaria.

“La mia proposta sanitaria nasce da un’ intuizione alle prime fasi dell’emergenza, quando ancora il mondo politico sosteneva che si trattasse di qualcosa di irrilevante. Già durante la prima settimana di lockdown tradussi la mia intuizione su carta, presentandola alle piccole realtà politiche locali, alle quali appartenevo. Non venni ascoltata. Adesso però vedo applicare le mie idee a livello nazionale e me ne compiaccio. Inoltre, la comunità scientifica che è ha letto la mia proposta ha suscitato molto interesse al riguardo e sono nata nuove collaborazioni. Posso dire di essere fortemente soddisfatta del mio lavoro che continuerò a portare avanti con orgoglio.”

Tele-Giulia, la parola ai medici a cura della dottoressa Giulia Gianfilippo.
Blogger ed aspirante giornalista, potete leggere ciò che scrivo anche su uaumagazine.com e su pistoiasette.org Ogni tanto faccio anche qualche video. Ciò che pubblico lo vedete sulla mia pagina facebook @c.alice

Parliamo un pò di Mindfullness

Azienda Agricola La Casa del Nonno

Location del Corso Naturalmente. Photo By Alice Lavoratti

Oggi parliamo un pò di Mindfullness. Scopriamo di cosa si tratta e dove poterla praticare grazie alla pratica della visualizzazione.

Parliamo un pò di Mindfullness e vediamo che si tratta di un tipo di meditazione volta a portare l’attenzione sul soggetto in maniera non giudicante verso il momento presente.

Parliamo un pò di Mindfullness perchè purtroppo post quarantena abbiamo capito che abbiamo bisogno di concentrarci su noi stessi per evitare ansia, stress e attacchi di panico.

Ma come si pratica questo tipo di meditazione?

I metodi sono molti, ma una nostra conoscenza ne ha trovato uno che aiuta le persone a regalarsi un momento tutto speciale per se stesse. Sto parlando della visualizzazione guidata, quella che ho provato con la psicoterapeuta ad approccio bio-energetico Anastasia Pelliccia (vi lascio il link dedicato alla Mindfullness in visualizzazione Nuvola qui).

Anastasia ha creato una serie di percorsi di visualizzazione guidata che aiutano il soggetto ad entrare in contatto con se stesso.

Non solo. Anastasia ha capito con la pratica che questa esperienza poteva essere di maggior giovamento se praticata in gruppo. Ecco come nasce “NATURAL-MENTE: Incontri di rilassamento a contatto con la natura”.

Si tratta di un ciclo d’incontri (da mercoledì 1 giugno alle ore 18, per 6 mercoledì di fila) all’interno del Bambueto dell’Azienda Agricola “La Casa del Nonno”un posto magico immerso nel verde della provincia di Pistoia.

Il Bmabueto
Il Bambueto, teatro del corso Naturalmente – Photo By Alice Lavoratti

“Qui, in mezzo ad una singolare foresta di bambù, avremo modo di sentirci parte della natura – racconta Anastasia. La collaborazione con Martina e Arianna (le giovanissime socie che si occupano dei terreni de “La Casa del Nonno”) è stata naturalmente immediata perché anche loro come me adorano il posto in cui lavorano e adorano stare a contatto con le piccole cose che la natura ci offre.”

Questo contatto con la natura è il valore aggiunto che gli incontri di visualizzazione hanno rispetto alle sedute in studio.

“Quando si lavora in studio, il soggetto si concentra su se stesso in maniera razionale perché non viene influenzato da luci, suoni e/o colori – continua Anastasia. All’aria aperta invece, sente ed assorbe tutto quello che lo circonda. In questo contesto la visualizzazione assume un carattere più libero ed istintivo, che aiuta il soggetto a collegarsi con se stesso e i suoi ricordi.”

Sono stata a vedere l’azienda agricola “La Casa del Nonno” e posso dire che questo contatto con il verde di quel posto, con la forza e la gioia di Martina Lettieri ed Arianna Buldo, con gli animali della loro Fattoria didattica sono spunti di riflessione e rilassamento diversi e particolari. Ci sono pochi posti così vicino casa nostra.

Il Pollaio dell'Azienda Agricola La Casa del Nonno
Il Pollaio dell’Azienda Agricola La Casa del Nonno – Photo by Alice Lavoratti

NATURAL-MENTE è un corso che consiglio a tutti perché tutti abbiamo bisogno di riconnetterci con noi stessi per vivere meglio e in equilibrio. Perciò vi conviene non aspettare, perché i posti sono limitati!!!!

Per info contattare il numero 340 865 9569 oppure scrivere una mail a info@anastasiapellicciapsicologa.it

naturalmente

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Buonasera Signorina Coveri

Buonasera Signorina Coveri è pronta per questo articolo?

Ho pensato molto a come scrivere questo articolo. Era da tempo che volevo parlare di Cristiana Coveri, del suo talento canoro e della sua creatività. Non credo però che si aspetti questo articolo su di lei però. Perciò, Buonasera Signorina Coveri, oggi si parla di lei.

Perchè? Beh, anzitutto perchè penso che persone come lei mettano il buonumore. Poi, perchè Cristiana ha carisma da vendere e dalla sua esperienza potrebbero prendere spunto moltissime altre donne.

Cristiana durante una delle sue esibizioni ad un matrimonio in uno dei suoi abiti sgargianti.

Ho conosciuto Cristiana grazie a whiteradio.it dove lei conduce “Buonasera Signorina”, mentre io e Gaia conducevamo “Studio 509 – il nuovo modo di ascoltare le tendenze”.

Cristiana canta, e bene: su matriomonio.com dicono di lei che è “Insostituibile! Cristiana Coveri è un’ottima scelta sia per quanto riguarda il suo stile che per le sue capacità. Bravissima anche nel coinvolgere gli invitati, bella presenza, professionalità e competenza”. E questa è solo una delle recensioni a 5 stelle che potete trovare sul celebre sito per chi ha deciso di pronunciare il fatidico “SI”.

Se non avete mai visto Cristiana ve la descrivo con due parole: Buonasera Signorina Coveri adesso è sopratutto “HELLO DARLING”, il suo negozio di articoli regalo, d’arredamento e per feste, in centro a Prato, la sua città.

Cristiana è una bellezza anni ’50 che vive una vita fatta di musica e colori.

Colori che vuole facciano parte anche della vita degli altri, ecco perché ha deciso di aprire questo suo negozio così particolare e diverso dagli altri in circolazione.

Un’immagine di Hello Darling Prato, il negozio in centro a Prato di Cristiana.

Hello Darling Prato è un posto che potremmo definire “magico” dove si possono trovare tante belle idee per la casa o per fare dei regali particolari. Hello Darling Prato è il posto dove Cristiana si fa venire in mente tante idee creative; come il “Cero per Biffoni”.

Matteo Biffoni è il sindaco di Prato e a causa di questa emergenza covid-19 è diventato un vero e proprio influencer. Cristiana ha così pensato di usare la sua immagine per realizzare dei ceri (si signori quelli che vengono anche detti “lumini” da cimitero) per creare un gadget creativo il cui ricavato è andato (e continuerà ad andare) in beneficenza.

Un’immagine del “Cero per Biffoni” o #biffoncero in vendita da Hello Darling Prato

L’idea del cero, anche se può sembrare un gadget piuttosto kitsch, è un gadget che è andato a ruba, sopratutto quello che vede il sindaco di Prato protagonista.

Buonasera Signorina Coveri, ha avuto davvero una bella idea!

Un’idea quella del “Cero per Biffoni” che mette bene in luce le capacità creative di Cristiana che è stata seguita ed intervistata più volte in questi ultimi mesi a dimostrazione che la creatività porta sempre qualcosa di buono e – come in questo caso – molto spesso aiuta le persone in momenti di difficoltà.

La musica dalla Valigia, di Cristiana Coveri.

Buonasera Signorina Coveri, che ci canta una canzone?

Cristiana porta la sua musica con sè nella sua valigia dall’altri tempi, quasi fosse una sorta di Mary Poppins canora pronta ad intrattenere i pubblici di eventi, matrimoni e locali, regalando sempre emozioni sonore che l’ascoltatore si porterà con sè anche a fine esibizione.

Si chiama proprio cosi il format per le sue serate “la musica dalla valigia”: un nuovo modo di viaggiare con la musica stessa che ha reso Cristiana una diva d’altri tempi conosciuta per il suo stile vintage al modo di Buonasera Signorina.. si, ma Coveri!

Alice Lavoratti

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Ricetta Facile: le Rose del deserto

Quando ero piccola erano gli invitati speciali dei compleanni e aspettavamo a gloria che qualche zia o mamma ce li preparasse. Ora che sono cresciuta e ho imparato a cucinare ho deciso di non aspettare che qualcuno me li prepari e nemmeno il mio compleanno per averli. È una ricetta facilissima e veloce. Provate e mi saprete ridire.

Ingredienti:

250 gr di farina

100 gr di burro

100 gr di zucchero

100 gr di cioccolato fondente tagliato a cubetti

2 uova

cornflakes qb

mezza bustina di lievito da sciogliere in un bicchiere di latte intero

zucchero a velo per guarnire

Preparazione:

Per prima cosa sciogliete mezza bustina di lievito vanigliato dentro un bicchiere di latte tiepido. Sciogliete a parte il burro in un pentolino. Setacciate la farina e lo zucchero. Aggiungete le uova ed amalgamate, poi aggiungere anche il burro fuso e il latte con il lievito. Infine tagliate il cioccolato e aggiungete anche quello. La pastella deve essere abbastanza soda. A questo punto prendete una ciotola pulita e metteteci i corn flakes. Prendete una cucchiaiata di impasto e mettetelo nei cornflakes. Giratelo e fate aderire bene i cornflakes alla pastella. Ponetelo sulla leccarda del forno foderata di carta forno e cuocete circa 25 minuti (a seconda di quanto avete fatto grandi i biscotti) a forno statico 180°. Ricordatevi di mettere i biscotti abbastanza distanziati poiché, in cottura, potrebbero allargarsi. Lasciate raffreddare, spolverate con zucchero a velo e servite.

 

Cerchi il tuo stile? Ti serve una Vintage Hunter!

Sara Pellegrini, costumista, vintage hunter and vintage personal shopper

“Ciao, mi chiamo Sara e sono una costumista per teatro, cinema, pubblicità e shooting fotografici.”

Ho conosciuto Sara Pellegrini grazie a uaumagazine.com (Sara ha una sua rubrica che è partita proprio nel mese di aprile 2020) e di lei mi ha colpito subito la passione che ha per il mondo in cui lavora.

“Sono anche Vintage hunter e Vintage personal shopper, oltre che Scenografa (specializzata nelle installazioni realizzate con la carta). Il giornalismo lo pratico per parlare di quelle persone che hanno un sogno e/o un progetto da realizzare e lo inseguono con determinazione.”

Sara è una ragazza che ha tantissimo coraggio e tantissima forza di volontà, qualità grazie alle quali insegue i suoi sogni. Per questo ho deciso d’intervistarla. 

Ho scelto le domande pensando a lei come ad un’amante della conoscenza in genere, sopratutto in termini di stile: curiosa e silenziosa, trovo che sia una ragazza molto riflessiva, che ha molto da dire su come poter lavorare con le proprie passioni, in particolare quella del vintage.

ORIGAMI SARA 1
Installazioni di origami di carta fatte in un locale a Empoli – Maciste – per la mostra del collettivo Alber’t’o. Autore Sara Pellegrini

“Ho iniziato ad amare il vintage perchè non sopportavo la sensazione dei capi sintetici addosso e volevo qualcosa di alta qualità che durasse nel tempo. Non mi piace sprecare. Tutto è riutilizzabile e a tutto può essere sempre data una seconda possibilità.” 

Esempio di scelta Vintage: il Jeans ricondizionato.

Anche noi di Studio 509 siamo molto appassionate di Vintage (se vi ricordate tra le nostre amiche più care c’è la Stylist Annarita Mattei), quindi la questione del vintage hunting ci interessa molto. Di cosa si tratta?

“La Vintage hunter (o almeno la definizione che ho plasmato su di me) – spiega Sara – si occupa di tutte quelle persone che vivono in una dimensione di ricordi un pò amarcord. E’ una figura professionale che cerca capi convenienti sia per prezzo che per fattura ed aiuta a capire come sposare un capo datato, ma di valore, con uno più attuale.”
Insomma, una persona che aiuta a riconoscere il proprio stile o addirittura a crearne uno tutto proprio, per essere alla moda in maniera originale. Purtroppo, questo tipo di figura professionale è più conosciuta negli Stati Uniti o in città cosmopolite come Londra, dove il vintage è ben affermato e dove la mentalità in fatto di stile è di sicuro più avanti, perchè si riesce a distinguere tra “pezzo unico” e “seconda mano”.
A questo punto la domanda nasce spontanea:

Quali sono i 3 punti fondamentali sui puntare per capire qual’è lo stile adatto ad ognuno di noi? 

“Prima di ogni altra cosa penso che sia vitale sentirsi liberi di pensare e di essere – dice Sara. Una scelta di stile che molti (donne, ma anche uomini) non riescono ancora a fare è quella di darsi la possibilità di essere anche brutti: non dobbiamo per forza essere belli, l’importante sarebbe stare a proprio agio.”
Giusto! Un pò come Frida Khalo che ha fatto dell’essere brutta un valore aggiunto ed ha ispirato milioni di donne nel mondo.

Ma il lavoro di una personal shopper non è quello di donare bellezza ed individuare i capi giusti, in base al corpo che si ha o alle tonalità corporee?

“Oggi fare la personal shopper è quasi una scienza; una disciplina con le sue regole da rispettare per apparire al meglio, per ottimizzare la propria immagine. Il problema è che si stanno seguendo vademecum molto utili, ma che se usati erroneamente possono portare la società a uniformarsi così tanto da perdere la propria identità.”
Ecco perchè in un’era come la nostra, consumistica e sempre di più legata all’immagine che si vuole dare di noi stessi più che all’immagine reale del nostro io interiore, il vintage rappresenta una dimensione di diversità.
“Nonostante in molti si stiano appassionando e il vintage stia diventando un fenomeno di massa, io sento che è la strada giusta per essere me stessa. La parola chiave è “reinventarsi”: cercare di essere unici attraverso l’originalità dei capi che si indossano.”
L’originalità non è qualcosa che si studia seguendo le pagine Instagram, ma  piuttosto qualcosa che viene da dentro, perchè è caratterizzata dall’istinto e dall’ascoltare se stessi.

“Isolandosi dal rumore, possiamo trovare la nostra dimensione di originalità e trovare il nostro stile.”

Questo vale sia per l’abbigliamento che per la nostra personalità. Vestirsi non implica solo indossare qualcosa, ma racchiude un mondo di interconnessioni di valori aggiunti, e Sara questo lo sa bene. Perchè? Per la sua formazione da costumista dello spettacolo, dove i costumi che realizza o che modifica rappresentano il valore aggiunto per la produzione per cui sta lavorando, nella stessa misura della sceneggiatura, delle musiche e degli interpreti.

nonno ulisse
Costume realizzato per lo spettacolo “Nonno Ulisse sogna le sirene”, regia di Daniele Milano, sceneggiatura di Federico Guerri. Autore del costume Sara Pellegrini.

Il lavoro di Sara è una scelta che in molti decidono di accantonare perchè porta con sè gioie, ma anche diverse difficoltà.
“Lavorare nel mondo dello spettacolo è per definizione fatto di difficoltà – spiega Sara. Non mi riferisco all’approccio con la società, ma al continuo reinventarsi e autocriticarsi. Il difficile sta nell’arrivare a diventare la versione migliore di se stessi senza distruggersi nel tentativo di raggiungere l’idea che è nella nostra mente creativa.”
Non ci si improvvisa costumisti. Non ci si improvvisa registi. Non ci si improvvisa cuochi. Non ci si improvvisa, Punto!
“Arriverà sempre il momento in cui la vita ti chiederà di più. Più competenza. Più coraggio. Più ambizione. Più fiducia. Si arriva ad un punto – continua Sara – in cui ti chiedi “Ma chi me l’ha fatto fare”. Ed è li che capisci se la scelta che hai fatto è giusta o sbagliata.”
Lavorare nel mondo dello spettacolo e/o della moda significa sacrificio. Un sacrificio che per persone appassionate come Sara significa opportunità più che ostacolo. Fare della propria passione un lavoro spesso significa non avere orari: non ci sono ferie, non fai programmi, vivi di momenti che resteranno per sempre impressi nella tua memoria più che sul tuo curriculum.
Molto spesso chi decide di vivere di esperienze, non potrà mai permettersi un mutuo, perchè il tempo per queste persone è relativo ed è gestito dall’opportunità che gli si pone di fronte.
“Vivere della propria passione significa fare un lavoro che ti dà gioia immensa e ti fa sentire vivo. Non c’è posto per chi si lamenta o per chi incolpa gli altri del loro insuccesso. C’è posto solo per chi si rimbocca le maniche e lavora sodo.”
Perchè, veramente, “Se Vuoi, Puoi.” 

Alice Lavoratti
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Ricetta colorata: la Crostata di mandarini

Credo che le crostate mettano sempre d’accordo un po’ tutti. Cioccolata, crema, marmellate di ogni genere. Sono buone in estate e in inverno e fanno felici grandi e piccini. A maggio avevo dei mandarini che, ovviamente non essendo più stagione, ho usato per fare marmellata. Erano molto succosi e dolci comunque. Con quella marmellata mi è venuta voglia di fare una bella crostata.

Ingredienti:

100 gr di zucchero

250 di farina

1 uovo più un tuorlo

100 gr di burro

un cucchiaino di lievito vanigliato

un barattolo di marmellata di mandarini

Preparazione:

Preparate un vulcano con la farina, lo zucchero e il lievito setacciati. Mettete dentro l’uovo leggermente sbattuto e il burro a tocchetti lasciato ad ammorbidire qualche ora fuori dal frigo. Iniziate a lavorare l’impasto con le mani amalgamando bene gli ingredienti ma non lavoratelo troppo: fate si che sia bello liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo per qualche ora. Toglietela, dividetela in 2 parti di cui una più grande e stendetela dando una forma circolare. Foderate una tortiera di 24 cm con della carta da forno e rivestite con la pasta stesa. Mettete la marmellata cercando di distribuirla bene in ogni angolo. Stendete l’impasto rimasto e tagliatelo a strisce con l’aiuto di una rotella per pasta. Formate la classica griglia sopra la crostata, mettete in forno a 180° per circa 20 minuti. Sfornate e servite con zucchero a velo.

Resistenza culturale per Borgo Castagno

Alis e Gaia durante il blog tour a Borgo Museo di Castagno

Non so da quanto tempo seguite il nostro blog. Non so se sapete che ci piace molto il nostro territorio, la nostra città (Pistoia) e i suoi abitanti. Ci piace parlare di quei luoghi che sono attivi con la loro resistenza culturale, come Borgo Castagno.

Molto spesso parliamo di cibo, eventi e talenti.

Oggi parliamo di CULTURA, in particolare di Resistenza culturale. Oggi vi parliamo di Castagno, un paesino in quel di Piteccio, nel comune di Pistoia appunto.

Abbiamo avuto modo di conoscere il Borgo lo scorso anno in tanti modi: siamo state al blog tour dedicato alla storia del paese durante il Borgo Museo Festival e siamo state ospiti del nostro amico fumettista Riccardo Innocenti, che abita a Castagno e ci ha fatto fare un tour delle opere che si nascondono nel Borgo (vi lasciamo il link alla sua video intervista qui).

Castagno è un museo a cielo aperto in mezzo alla natura della prima montagna pistoiese. E’ ben collegato alla città anche dalla ferrovia della linea porrettana

Molte sono le opere che si possono visionare passeggiando per il borgo e proprio per questo dal 2019 è nato il progetto dell’associazione CCT-SeeCity in collaborazione con la pro-loco di Castagno dedicato alla rivalutazione di questo territorio e al restauro delle opere.

Ecco perchè aiutare gli aiutanti del Borgo con la loro resistenza culturale.

Lo scorso anno il progetto ha rimesso in luce la comunità di Castagno e con non poche difficoltà è riuscito ad avere grande successo, anche e sopratutto con la Call agli artisti, in cui si è dato la possibilità a molti artisti di tutto il mondo di visitare Castagno e lasciare al borgo una nuova opera, più contemporanea. Quest’anno invece si è dovuta richiamare la resistenza culturale per aiutare Borgo Castagno.

Purtroppo quest’anno, a causa della pandemia, Castagno ha dovuto ridimensionarsi di nuovo.

Niente eventi, almeno fino al prossimo settembre/ottobre 2020. Niente cene e/o pranzi sociali alla pro-loco, anche se si sta pensando ad un servizio da asporto di pizza e tortelli fatti in casa. Nessuna visita guidata o laboratorio per bambini, anche se CCT-SeeCity sta lavorando ad un nuovo tipo di visita guidata (la visita in solitaria con l’ausilio telematico di app o pdf descrittivi di percorsi e opere all’interno del borgo). L’unico aiuto che possono invocare è quello della resistenza culturale per Borgo Castagno.

Purtroppo la cultura e il territorio sono lasciati per ultimi in casi come quello che stiamo vivendo e posti come Castagno rischiano di tornare al punto di partenza dopo il duro lavoro svolto per rivalutarlo.

Qui entra in gioco la Resistenza Culturale per Borgo Castagno!

Foto di una delle opere di Castagno. Si trova nel portico della chiesa del Paese.

“I luoghi della cultura vivono (o meglio, sopravvivono) di progetti ed eventi, sostenitori e pubblici, artisti e visitatori che spesso vengono da lontano. Tutti questi luoghi dovranno RESISTERE ancora a lungo per continuare ad esistere, e adesso non possono di certo permettersi di perdere tempo: devono studiare, sperimentare, condividere, in parte re-inventarsi, ed impegnarsi molto più di prima.”

“Continuiamo infatti a lavorare perché il Borgo Museo di Pistoia possa essere un luogo sempre più conosciuto e vissuto, aperto e dinamico, creativo e rigenerativo, accogliente e fruibile da tutti, anche a distanza (in modo digitale/virtuale).”

Il lavoro culturale richiede diverse competenze professionali, strumenti tecnici e tempo, soprattutto se si vuole qualità e costanza, progettualità e lungimiranza. Noi vogliamo adottare una resistenza culturale per Borgo Castagno, ma per farlo dobbiamo prima di tutto essere sinceri e chiari, con noi stessi e con tutti voi: adesso più che mai abbiamo bisogno del tuo aiuto.”

Questo testo è citato dalla pagina del sito di Castagno dedicata alla Resistenza Culturale per Borgo Castagno. Quella pagina dove potete trovare i vari modi in cui sostenere Castagno nella lotta contro il Covid-19 e in cui potrete leggere quanto amore c’è per questo posto non solo da parte di chi lo vive, ma anche e sopratutto di chi come noi di Studio 509 lo ha frequentato e vuole continuare a frequentarlo ancora.

Se anche tu sei un blogger? Ami la natura, il territorio e vorresti che posti come Castagno non venissero dimenticati? Bene! Rispondi alla nostra CALL 🙂 Scrivici in Privato all’indirizzo mealpress@gmail.com 

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Alcune delle immagini riportate in questo articolo sono state concesse da CCT-SeeCity, altre sono di nostra produzione (realizzate durante gli eventi a cui abbiamo partecipato). Per tanto sono libere da copyright.

Melanzane ripiene di riso

A me le melanzane piacciono sempre e in tutti i modi: grigliate, alla parmigiana, papoutsakia e chi più ne ha più ne metta. Ogni regione ha la sua tradizione. Ogni paese ha la sua ricetta. Tempo fa avevo trovato on line la ricetta delle melanzane ripiene di ragù e riso e, siccome mi era avanzato del ragù in frigo e avevo comprato una melanzana enorme, ho deciso di provare.

Ingredienti:

1 melanzana molto grande

Ragù

150 gr di riso

100 gr parmigiano grattato

Preparazione:

La preparazione è veramente molto semplice. Dovete bollire il riso lasciandolo abbastanza al dente. A parte pulite e tagliate a metà una melanzana. La mettete a sbollentare in acqua salata finché non sarà morbida all’interno solo allora la togliete dall’acqua, la fate freddare e la svuotate, con l’aiuto di un cucchiaio, avendo cura di togliere i semini che vi darebbero acidità. Condite il riso con il ragù. Riempite la melanzana con il composto ottenutoe poi la cospargete di parmigiano e la mettete in una pirofila con un cm di acqua e olio e la mettete a cuocere per circa 40 min a 180° a forno statico. Sfornate e servite.

Vuoi condividere le tue idee, c’è Il Salottino Virtuale di Tiziana

tiziana sevi
Ciao, sono Tiziana de laformatonda.wordpress.com

Tiziana la conoscete già: è la nostra mamma ricicla tutto de laformatonda.wordpress.com, ovvero colei che nel periodo di Natale e Befana ha condiviso con i nostri lettori alcuni articoli dedicati al riciclo creativo qui sul blog di Studio 509.

Oggi è con immenso piacere che condividiamo con voi l’ultima delle sue fatiche di blogger: il Salottino Virtuale, un gruppo facebook dove gli utenti possono scambiarsi idee e possono far nascere collaborazioni.

Come ti è venuta in mente l’idea del gruppo facebook “Il salottino Virtuale”?

“Durante il lockdown – racconta Tiziana – ho fatto fatica a navigare in rete: ovunque guardassi c’era veleno in quantità industriale! Alcuni odiavano quelli che andavano a camminare, altri odiavano i bambini che volevano uscire, altri ancora se la prendevano pure con i cani che dovevano fare pipì. Questa spirale di odio cieco e assolutamente fuori controllo mi ha disgustata a tal punto che ho pensato di creare uno spazio ex novo nel quale poter chiacchierare liberamente ed educatamente di tutto.”

il salottino
Il Salottino Virtuale – da un’idea del blog La Forma Tonda

Ed Ecco qua che è nato questo gruppo. Tiziana ha pensato molto al nome e alle regole che rendessero il gruppo diverso da tutti gli altri presenti su facebook. Alla fine ha pensato a “Il Salottino Virtuale”  perchè la sua idea di fondo era quella di una chiacchierata tra amici.

“.. magari davanti ad un caffè virtuale, nel mio salotto”.

Tiziana sta curando con attenzione il gruppo, cercando di variare il più possibile i temi affrontati e di dare la possibilità a tutti di poter condividere le proprie iniziative. Infatti, i membri sono liberi di presentarsi e dire la loro su temi che propone Tiziana come amministratrice e moderatrice, oppure possono linkare i loro progetti social e web in modo da renderli visibili ad un pubblico ampio, ma selezionato.
“La regola base del gruppo è che ognuno può parlare di sè, ma sempre nel limite assoluto del rispetto e dell’educazione – continua Tiziana. Vorrei che Il Salottino Virtuale fosse un luogo piacevole, lontano da odio, insulti e cyberbullismo: mi piacerebbe che i membri, scorrendo tra i post, potessero esclamare “Oh, tò… questo non lo sapevo. Interessante!”.
In effetti una chiacchierata tra amici è proprio questo e forse proprio per questa sua natura cosi polite questo progetto social sta man mano crescendo, nei numeri dei partecipanti e nelle iniziative presentate; non ultima quella lanciata dalla pagina di c.alice (ovvero da me medesima): SE HAI UN PROGETTO, UN’ATTIVITA’ O UN TALENTO SCRIVIMI UNA MAIL CON LA TUA BIO ALL’INDIRIZZO mealpress@gmail.com E IO PARLERO’ DI TE QUI SUL BLOG DI STUDIO 509 O SUL UAU MAGAZINE (la seconda realtà web in cui scrivo le mie interviste e parlo di esperienze).

welcome
Benvenuti nel gruppo a tutti i nuovi membri

L’idea di Tiziana ci dà speranza e forza e si inserisce bene proprio in questo progetto blog che sto portando avanti.
“Il mio blog – racconta Tiziana – ai suoi primordi, si chiamava “La donna di Botero”, in omaggio alle donne “tonde” – vedi me 😀 – disegnate dal grande artista. Si trattava di un semplice diario online appoggiato sulla storica piattaforma Tiscali Blog (che non so nemmeno se esista ancora).
Quando aspettavo mio figlio, guardandomi allo specchio, mi sono vista “tonda”, ancora di più, e lì ho deciso di modificare il nome del mio blog, in
“La forma tonda”, che secondo me rappresenta la vita: tutto ciò che ha a che fare con le parti importanti della nostra esistenza è rotondo.”
– Tonda è la pancia della mamma, tonda è la testolina del bimbo che fa capolino al momento del parto.
– Tondo è il sole, fondamentale per la nostra esistenza.
– Tonda è la pagnotta di pane quando si mette a lievitare.
– Tonde sono le goccioline d’acqua.
– Tondo è il cerchio della vita che inizia e finisce, chiudendosi in un cerchio nel quale è raccolta la vita stessa del mondo.

fuori dagli schemi
Il blog di Tiziana vuole guardare in positivo al di là degli schemi.

“La forma tonda – conclude Tiziana – è uno spazio così: abbraccia tutti gli aspetti della vita e tutto ciò che si può imparare. Io credo molto nel web positivo, specialmente in questo periodo di grande confusione.
E sapete perchè?
I nostri genitori e nonni avevano la responsabilità di un solo “mondo”, che è quello in cui viviamo “fisicamente”. Noi abbiamo la responsabilità di un secondo mondo, che è la rete, nel quale viviamo “virtualmente” e nel quale vivranno i nostri figli e nipoti. Per questo è fondamentale tenere PULITO questo mondo alternativo e una grande differenza la fanno tutti coloro che si dedicano a condividere contenuti utili e positivi, a dispetto della spazzatura che, anche nel virtuale, abbonda.”
Non è facile stare dietro alla rete. Chiunque tenti di creare contenuti lo sa bene. Però si può e si deve dare qualità alla rete, e non dobbiamo voltarle le spalle dicendo a noi stessi che non ci serve o che è solo spazzatura. E’ sbagliato chiudere gli occhi davanti all’evidenza, anche perchè le nuove generazioni ci stanno crescendo dentro e questa cosa non può che incrementare.
“Da qui al 2021 mi auguro di “subire” una evoluzione virtuale notevole: sto studiando tanto per colmare le lacune che la mia formazione “reale” mi ha lasciato e spero di riunire blog e gruppo in un unico “salotto”, virtuale e, chissà… anche reale!!!
Sto sognando in grande… tanto!
Vediamo se riesco a portare fuori dal cassetto questo mio sogno”.
Alice Lavoratti

Alice Lavoratti
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Apple Pie

Oggi vi do una ricettina non proprio nostrana diciamo così. Una ricetta che arriva da oltre oceano e che noi abbiamo un po’ rivisitato. Avendo in frigo un gran quantitativo di mele mi son detta che era giunto il momento di affrontare il discorso della apple pie. È una torta fatta con pasta brisé quindi non vi aspettate la scioglievolezza della crostata. Piuttosto la ruvidità dello strudel. È uno scrigno di dolci mele caramellate che vi lascerà il palato ingolosito e son sicura che non potrete fare a meno di mangiarne due fette!

Ingredienti :

1 kg di mele renetta

100 gr di zucchero

220 gr di burro freddo

450 gr di farina

un pizzico di sale

100 ml acqua ghiacciata

una bacca di vaniglia pulita, noce moscata, scorza di limone e latte per spennellare

Preparazione:

Iniziate a preparare l’impasto: nella planetaria mettete il burro freddo di frigorifero tagliato a pezzetti, la farina e un pizzico di sale. Azionate la foglia e aggiungete l’acqua ghiacciata continuando per qualche secondo fino ad ottenere un impasto piuttosto grezzo e trasferitelo su una spianatoia di legno. Lavorate l’impasto con le mani per 10 minuti finché avrà assunto una consistenza liscia, dopodichè mettetelo in frigorifero a riposare per almeno 20 minuti coperto con la pellicola trasparente. Nel frattempo potete iniziare a sbucciare le mele e a tagliarle a cubetti. In una padella antiaderente fate scaldare lo zucchero, la noce moscata e il ricavato della bacca di vaniglia. Versate due cucchiai di acqua e fate cuocere il caramello, mescolando con un cucchiaio di legno, fino a quando vedete delle bolle ampie. A questo punto fate sciogliere nel caramello una piccola noce di burro. Aggiungete le mele e la scorza del limone grattugiata, facendo saltare per qualche minuto fino a quando le mele saranno leggermente morbide all’esterno e molto croccanti all’interno. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Imburrate leggermente una tortiera tonda dai bordi ondulati di circa 25 cm di diametro e ponete in frigo per 20 minuti. Togliete l’impasto dal frigorifero e con un coltello dividetelo in due parti di cui una leggermente più grande dell’altra. Con un mattarello cominciate a stendere la parte più grande dell’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato cercando di realizzare una forma arrotondata e mettetela nella tortiera. Riempite con le mele versandone di più al centro per dare alla Apple Pie la sua forma classica. Stendete la parte di pasta rimanente e chiudete la torta pizzicando i bordi. Con un coltellino a lama liscia fate 5 tagli centrali a raggiera. Spennellate la superficie dell’Apple Pie con il latte e cuocete in forno statico preriscaldato a 200° per 20 minuti. Trascorso il tempo necessario, spennellate ancora con il latte e cuocete nuovamente abbassando la temperatura a 180° per 20 minuti. Spennellate una terza volta e cuocete a 170° per altri 20 minuti. Se avete un forno ventilato cuocete a 180°, a 160° e 150° per 10 minuti ogni volta. Quando l’Apple Pie sarà pronta e avrà preso colore, spegnete e lasciate raffreddare in forno. Quindi sfornatela e servitela.

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