Buon Anno e Buone Nuove Abitudini

Buon Anno cari amici e amiche di Studio 509!

Ci tenevo ad iniziare l’anno nuovo con un bel post dedicato a tutti i buoni propositi e gli obiettivi che mi sono riproposta per questo 2020.

Ci tenevo ad iniziare l’anno con un post motivazionale che vi ricordasse quanto è importante volersi bene e tenere duro nonostante le difficoltà della vita.

Ci tenevo ad iniziare l’anno con un post in cui poter ricordare che il mondo e le persone che lo popolano non sono tutte caciarone, false e disoneste. Ci sono anche le persone buone, che fanno del bene e che si ricordano che è importante non approfittarsi degli altri perchè, non ce n’è alcun bisogno:

SE CREDIAMO IN NOI STESSI E METTIAMO DA PARTE L’INVIDIA, SE CI AMIAMO PER QUELLO CHE SIAMO E RIUSCIAMO A PORCI DEGLI OBIETTIVI REALIZZABILI, NON ABBIAMO BISOGNO CHE DI NOI STESSI PER VIVERE BENE.

Adesso vi racconto una storia che vi dimostrerà quanto dico. E’ una storia vera, la mia storia del mio primo dell’anno. La storia che riassume il lavoro che ho fatto su me stessa in questo 2019 e che dimostra tutto quanto ho descritto sopra.

“Alice aveva passato un ottimo ultimo dell’anno a casa dei suoi amici. Un cenone degno di questo nome, tra sorrisi, divertimento e buona compagnia. Dopo il brindisi si diresse con tutta la compagnia in una nota discoteca vicina alla sua città: il divertimento di quella serata non sembrava essere finito, anzi, il gruppo d’amici si scatenò a suon di discomusic fino alle 3 e mezza del mattino del primo dell’anno. All’uscita dalla discoteca, Alice andò a recuperare il suo cappotto, se lo infilò e si avviò alla macchina, per tornare verso casa. Arrivata sull’androne si sentì quasi nuda, sapete perchè? S’accorse solo li d’aver perso la sua borsetta dove dentro aveva tutto: patente, carta d’identità, bancomat, 20 euro e il suo Samsung S8, dove dentro aveva praticamente tutta la sua vita affettiva e lavorativa. 

Un’altra persona, ma anche un’Alice di qualche anno fa, si sarebbe fatta prendere dal panico, forse avrebbe pure pianto, ma non lei, non adesso. Prese l’auto tornò indietro e si mise alla ricerca della borsa, sicura e ottimista che l’avrebbe ritrovata. Seppur sembrasse un’impresa impossibile, Alice doveva tentare.

Purtroppo, la prima ricerca dopo nemmeno 30-40 minuti dall’aver lasciato la discoteca non andò a buon fine, tornò a casa e con il telefono del marito provò a contattare il suo telefono. Era acceso, squillava, ma nessuno purtroppo rispondeva. Tutto sembrava perduto, ma Alice, ancora una volta non si diede per vinta ed iniziò a cercare su internet tutte le procedure per bloccare il suo bancomat, denunciare lo smarrimento dei documenti e bloccare il telefono. Ed ecco che lì Google venne in suo aiuto: poteva geolocalizzare il telefono, vedere dov’era e capire cosa potesse essere successo. Google la aiutò a capire che il telefono si trovava ancora dentro la discoteca, perciò, forse, almeno quello lo si poteva recuperare, forse la borsa era stata ritrovata e messa da parte in attesa di cercarne il proprietario, o forse no, ma lei doveva tentare. 

Erano le 5,30 del mattino del primo dell’anno, quando Alice varcò in tuta pigiama la soglia della discoteca ancora aperta, ma sull’orlo della chiusura della serata/mattinata di quel Capodanno. 5 minuti dopo ritrovò la sua borsa, integra, completa di tutto, anche delle 20 euro (perchè ci stava che qualcuno trovandola i soldi spicci se li fosse presi). Le ragazze dello staff l’avevano ritrovata li, a terra. Le ragazze dello staff, oneste e gentilissime l’avevano messa da parte, aspettando di finire il loro turno per poter contattare qualcuno per la scomparsa.”

La storia di Alice ci insegna che le persone gentili ed oneste esistono ancora e che la caparbietà, la fiducia in se stessi, ma sopratutto la costanza e la pazienza aiutano nella vita. La storia di Alice ci insegna che Google potrebbe essere il nostro migliore amico a volte, anche se spesso vuole farci comprare cose che non pensavamo di volere o farci andare in posti dove non avremmo mai pensato di andare. La storia di Alice ci insegna che se crediamo in noi stessi, molto spesso la botta di culo che ci salva dai problemi e dalle rotture di coglioni arriva senza dover troppo pregare o piangere sul latte versato.

Questa storia, che mi è capitata davvero, mi ricorderà per sempre la fatica che ho fatto per diventare così fiduciosa di me e del prossimo e di non mollare mai di fronte alle difficoltà della vita, perchè il duro lavoro paga sempre e non dobbiamo mai arrenderci.

Quando il mondo, la vita, gli invidiosi ti dicono “RINUNCIA”, beh, è li che devi ascoltare te stesso e la speranza che all’unisono dicono “Prova, almeno. Prova, ancora una volta.”

Alice Lavoratti

foto profilo

Ps: Sul canale di MeAl (vi metto qui il link) ho iniziato a mettere dei video dedicati all’agenda e all’organizzazione. Presto inizierò con dei video vlog, tema libero. Se avete voglia di seguirmi e sostenermi potete seguirmi li 😉

 

 

 

Pubblicato da studio.509.blog

Ciao sono Alice Lavoratti e con la mia Best Friend Gaia nel 2015 abbiamo aperto questo blog che porta il nostro nome: Studio 509, ovvero due menti nate una il 5 maggio e una il 9 luglio che studiano sempre qualcosa di nuovo. Nel 2018 si è aggiunta Irene Fedi, la nostra cuciniera e foodblogger di fiducia, che ogni tanto ci regala le sue ricette. Dal 2020 sono solo io a scrivere - almeno per un pò - perchè le mie due fantastiche amiche sono state investite dalla bellezza della materinità. Perciò ecco un piccolo cambio di rotta editoriale e il collegamento alla mia pagina facebook personale @c.alice - il canale di Alice - dove pubblico ciò che scrivo qui sul blog e su altre testate giornalistiche. Se vi va di seguirci siamo anche su INSTAGRAM con il nome @studio.509.blog ;-)

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