L’alta qualità toscana

La scorsa domenica le mie amiche mi hanno organizzato una grande sorpresa portandomi a pranzo all’Imbuto di Lucca dallo chef Tomei. Ho cercato le migliori parole che conosco per scrivere questo articolo ma credo che non siano sufficienti per spiegarvi quello che abbiamo mangiato (vissuto più che altro). Non è stato solo un pranzo. È stata un’esperienza per la quale siamo state prese per mano dallo chef Tomei e accompagnate in una strada del gusto che ha attraversato la Toscana per mari e monti. In ogni suo piatto c’è il richiamo alla sua terra, alle sue origini. Tutto viene rivisitato in chiave moderna e miscelato come se lui fosse il più sapiente degli alchimisti. Polveri di ginepro, cavolo nero e pinoli spianano la strada a carni di cervo o cinghiale lasciando protagonista lui, il re della cucina Toscana: l’olio di oliva. Tanto importante da inserirlo come ripieno di tortelli che, schiacciati in un sol boccone, esplodono di un gusto pieno e vero della tradizione contadina; la più povera ma che ci ha reso tanto ricchi di ricette. La cura dell’estetica di impiattamento, l’abbinamento dei gusti semplici ma ricercati rendono i suoi piatti un’esperienza unica e auspicabile a tutti perlomeno una volta nella vita. La genuinità dello chef si riscontra in ogni piatto, soprattutto nella tartare di bistecca “primitiva” servita su una corteccia di pino (richiamo forte alla macchia della bella costa toscana) da mangiarsi direttamente con le mani. La cacciagione e i funghi dei nostri boschi, il pesce azzurro del nostro mare e alcune sorprese come il risotto alle ostriche. Ed infine i dolci, con gusti sorprendenti e mai banali tra i quali un chiaro richiamo alla cucina povera toscana con la torta di mele fatta con il pane come facevano i nonni. Uno chef degno di esssere chiamato così, che serve le sue creazioni in un ambiente elegante presso il Palazzo Pfanner (molti lo ricorderanno come il Palazzo del Marchese del Grillo) con uno staff preparato e attento. Uno chef gentile e simpatico che passa tra i commensali come fosse un’oste della più bassa trattoria per sapere se i piatti sono di gradimento dell’ospite. Che dire? Solo complimenti è poco ma per ora cominciamo da lì.

Inutile dire che ringrazio le splendide amiche che ho per avermi fatto questa gradita sorpresa. ♡♡♡

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