DON’T CALL ME TRAVEL BLOGGER: La Mazzata del Jet Lag e come combatterlo

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Vi giuro che non pensavo sarebbe stato cosi. Vi giuro che avevo sottovalutato la cosa in maniera imbarazzante. Vi giuro che sono stata male, non mi sono sentita me stessa per diverse ore, ma sopratutto un’ameba avrebbe avuto più capacità mentali delle mie sotto l’effetto del tanto temuto Jet Lag.

PICCOLO CAPPELLO: CHE COS’è IL JET LAG?

Per chi non lo sapesse, il Jet Lag è quello scompenso temporaneo provocato nel viaggiatore di un volo intercontinentale dal cambio del fuso orario. I sintomi – come descritto da Google e confermato da miei conoscenti medici – possono essere: alterazione del ritmo del sonno, irritabilità, inappetenza, cefalea.

FINE DEL PICCOLO CAPPELLO.

Premetto che non sono una persona che si fa facilmente influenzare dalle definizioni, seppur esse siano di carattere scientifico: sono convinta che le situazioni vadano vissute in prima persona prima di giudicare e dire “sono morta. Il Jet Lag mi ucciderà dalla stanchezza. Non riuscirò a fare nulla per giorni”. Trovo che, a volte, le persone siano un tantino vittimiste e che molte volte, pur di far sì che chi le ascolta le compianga, tendono ad essere un pò esagerate nelle definizioni. Comunque, questa volta, avrei dovuto dare retta alle “dicerie” – sopratutto a quelle scientifiche dei miei amici medici e di chi conosco che aveva provato l’esperienza – su questo fantomatico Jet Lag.

C

ome potete vedere nel video del mio canale youtube personale (ve lo linko qui), dopo 12 ore di volo, arrivare a Los Angeles dove erano le 15,45 del 16 agosto, mentre in Italia erano le 1.45 circa del 17 agosto (- 9 ore di fuso orario), è stato per il mio corpo e la mia mente una cosa stressante.

Figata pazzesca l’aereo dell’American Airlines che ci ha portato da Londra a LA: comodo, pulito, sicuro. Il personale è stato gentile e sorridente per tutto il tempo. Cosa ho fatto per 12 ore?

  1. ho guardato 4 film; 2 in italiano e 2 in inglese
  2. ho dormito 2 ore (male, perchè non volevo accidentalmente cadere sul signore accanto a me – ero finita in mezzo tra mio marito e uno sconosciuto che ha lavorato al pc per tutto il tempo!)
  3. mi sono struccata e poi ritruccata (cosa che mi ha fatto perdere circa 20/30 minuti in totale)

Ad LA, appena arrivati, cotti come pere, vediamo il sole. Bellissimo. Peccato che in quel momento il nostro cervello e il nostro corpo, settati sull’ora italiana volessero riposare. Insomma, sarebbe stata l’ora della ninni e invece dovevamo ancora attraversare tutto l’aeroporto e arrivare con una navetta al parcheggio dell’autonoleggio Dollar dove ritirare la nostra auto.

Ritiriamo l’auto. Siamo gasatissimi e ci dirigiamo all’hotel. Man mano il senso di stanchezza e sonno si attenua. Arriviamo in hotel, facciamo il check-in, poi una doccia ed infine decidiamo di vederci Little Tokyo di notte e cercare un posto dove mangiare qualcosa. Ormai il sonno era un ricordo: in Italia erano già le 9 o le 10 del mattino e anche per il nostro corpo era cosi. Torniamo in hotel, andiamo a letto, ci addormentiamo. Dopo meno di due ore eccoci già svegli: oh, ragazzi, occhi aperti tipo Arancia Meccanica quando ad Alex tengono gli occhi con quel meccanismo con gli aghi!! Non riuscivamo assolutamente a dormire. Erano circa le 2,30/3 del mattino a LA e in men che non si dica guardo l’orologio ed erano le 5,30: ho letto due giornali e giocato al cellulare per 2 ore. A quel punto decidiamo di prepararci per il nostro primo giro di Los Angeles.

Il 17 agosto andiamo a visitare prima Hollywood poi Santa Monica e Venice. Stiamo tutto il giorno fuori, fino alle 17,30 circa. Decidiamo di tornare in hotel per rinfrescarci un pò per poi uscire e cenare fuori. Non so come, ma mi risveglio nel letto alle 20 di sera, vado in bagno, torno nel letto e poi.. e poi nulla mi risveglio alle 3.45 del mattino!!!

Il giorno dopo dovevamo ripartire alla volta di Las Vegas, quindi ci prepariamo e alle 6 siamo a fare il check out. Ci fermiamo sulla strada per fare una vera colazione americana in un posto trovato su tripadvisor seguendo le recensioni (è il posto dove ho scattato la foto con i due mega pancakes!!). Ci sediamo, guardo l’orologio e sono già le 9,15 del mattino. Erano 12 ore che non mangiavo!! E vi giuro, non avevo sentito la fame per nulla fino a quel momento.

Non sto qui a raccontarvi il Jet Lag del ritorno, un pò perchè è stato più leggero, un pò perchè sennò dovrei scrivere un libro. Ad ogni modo, la mia storia dimostra che il Jet Lag esiste ed è un problema. A noi ci sono voluti 4 giorni pieni per abituarci anche se questo non ha interferito con i nostri piani di viaggio, nè ha fatto sì che ci godessimo poco il viaggio in sè.

Vi lascio con questo pensiero: Se una persona deve dormire dalle 7 alle 8 ore al giorno per stare bene fisicamente, secondo voi, quelli che vivono in aereo come stanno? Ma sopratutto: quand’è che queste persone sanno di aver dormito le ore necessarie per aver veramente riposato?

E voi, quante ore dormite per essere al top nella vita e nel lavoro? A me, di solito, ne bastano 7 😉

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