SFORNELLIRENE: LA FOOD EXPERIENCE DELLA TOSCANA IN BOCCA

La nostra Irene Fedi con lo Chef Damiano Carrara, accorso a La Toscana In Bocca come ospite d’eccezione la scorsa domenica 22 aprile

Come ogni anno, da ben 5 anni, ho visitato la Toscana in bocca.

È una rassegna molto importante per il territorio pistoiese, che però partì un po’ in sordina il primo anno.

Negli anni, le varie collaborazioni le hanno dato il rilievo che merita e sempre più persone ne parlano e la visitano volentieri.

Quest’anno erano 40 i ristoratori che hanno portato alla ribalta del “boccascena” i loro piatti.

Tanti gli appuntamenti con esperti del settore tra i quali Damiano Carrara: giovane pasticcere toscano D.O.C che ha messo in una bagaglio le sue origini e le ha portate fino in America dove, con il fratello Massimo, ha aperto una pasticceria 5 anni fa e adesso conta 50 dipendenti e vari laboratori nonché svariate poltrone da giudice in programmi televisivi, sia italiani che americani legati alla cucina.

Domenica sera Damiano, classe 1985, ha riunito una gremita folla di ogni età sotto il palco della Toscana in Bocca ed ha raccontato di sé, della sua storia, della qualità delle materie prime italiane e delle eccellenze toscane. Poi ha spiegato la sua passione per la pasticceria. Un ragazzo semplice e umile, ma molto preparato nonostante la sua giovane età.

Damiano Carrara sul Palco de la Toscana in Bocca con Simone Gai di TVL

La Toscana in bocca è fatta di eventi ma anche di facce, persone e cuori; tutti mossi dalla passione per la genuinità e la buona cucina. Si ritrovano tutti sotto lo stesso tetto con la missione di far conoscere i propri prodotti a chi invece va con l’interno di placare la fame e solleticare le papille.

Devo dire che tutto ciò da modo, ai secondi che ho citato, di beneficiare di un’altissima qualità. Conosco molti dei ristoratori e so quanto lavorino bene, ma quando vado lì, oltre ad assaggiare i prodotti che conosco, amo sperimentare ristoranti e piatti che non conosco.

Anche quest’anno sono rimasta davvero soddisfatta dell’offerta e della gestione. Si mangia bene nonostante ci siano molte persone e non si devono fare file chilometriche. Questo dipende dal fatto che, comunque, si cambiano delle sorte di monete chiamate bocche e al banco dei ristoranti e bar si paga con quelle senza fare troppo giro di moneta.

Prezzi tondi, senza centesimi. Si risparmia tempo. Si respira davvero la passione per il mangiare bene. È una forte energia unanime.

Si vedono all’opera dei grandi professionisti quali Damiano Menarini, gran pasticcere della pasticceria Menarini di Quarrata.

Damiano Mearini all’opera con alcune sue stupende creazioni di Pasticceria

Ci si incanta a vederli creare le sue “piccole opere”. Per questa edizione ha rivisitato, in chiave estiva, la zuppa del duca. Una delizia con pan di spagna, mascarpone, cioccolato bianco e lamponi di montagna che lascia in bocca un lieve retro gusto di caffè.

Che dire? Le sue mani sapienti ci deliziano sempre con ottime bontà. Non distante dal suo stand ci sono le sorridenti ragazze della gelateria DolceAmaro sempre di Quarrata. Il loro gelato , che conosco ormai da anni, è una sperimentazione tra innovazione e tradizione. Nella loro gelateria si trovano gusti particolari e adatti anche a problematiche quali celiachia o intolleranza al lattosio o glucosio. I gusti di frutta sono fatti con prodotti freschi e di stagione e si trovano anche gusti particolari ma toscanissimi come il brigidino di Lamporecchio.

Le ragazze di Dolce e Amaro

Per quanto riguarda l’offerta delle pietanze salate c’è solo l’imbarazzo della scelta.

I ristoranti, trattorie, enoteche e quant’altro propongono una vastissima scelta tra pesce, carne e vegetariano.

Piatti di alta cucina e di tradizione popolare, ma anche di fusione tra le due, come ad esempio i tortelli di patate viola con ragù di anatra del Momà.

Si possono assaggiare la zuppa del carcerato della Bettola, il cinghiale della Locanda del capitano del popolo, i calamari ripieni su vellutata di patate della Furba, le chicche alla trabaccolara del Chiosco delle cicale, o la mitica focaccia del Panificio Giuntini. E poi non dimentichiamo l’offerta vinicola nella quale svettano le etichette della Cantina Betti, le birre del birrificio Fermento Libero e d i cocktail del Voronoi. Non mancano poi espositori di caseifici, di pasticceria secca o di caffè.

Insomma, questo evento pistoiese non può altro che lasciarci la Toscana…in bocca.. per davvero!

#xoxo Irene Fedi

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