SFORNELLIRENE: EDITORIALE SPECIALE DI VENERDÌ – BALADIN AND BEER NEWS

Teo Musso nasce in una famiglia contadina degli anni 60 italiani, in un paese dove non c’era quasi niente. Da giovane, per mantenersi, lavora come fabbro nella bottega artigianale del fratello ed è lì che imparerà a forgiare il suo futuro e di conseguenza quello di tutto il piccolo paese dove era nato, che negli anni impregnerà la sua aria dell’inebriante profumo di birra e di magia. Si perché Teo si potrebbe anche definire un imprenditore ma sbaglieremmo. È un mago. E la magia la trasmette mentre racconta il suo sogno imprenditoriale che negli anni è diventato realtà seppur con non troppa facilità.

Il suo racconto ci insegna a sognare grandi cose, rischiare per realizzarle e a non demordere qualora fallissimo. Quando racconta la sua storia e, ovviamente, quella di Baladin alle 11 di una domenica mattina in una sorta di tendone da circo ricreato nel suo pub, fa emergere tutta la poesia che c’è nel suo progetto.

Una storia bellissima che inizia con un circo itinerante e finisce con una realtà concreta e stabile come è quella della cascina Baladin di oggi. Una cascina nella quale ognuno ha il suo posto e fa la sua parte ma i dipendenti sono resi liberi di lavorare in un concetto quasi anarchico.

A metà degli anni ’80 Teo inizia a produrre la propria birra artigianale per rivoluzionare il concetto di una birra impersonale che si aveva in quegli anni soprattutto nella sua terra, le langhe, nella quale imperava, ed impera tuttora, il vino. Studia, lavora di notte, acquista fondi in cui creare. Apre un brewbar dove si suona, punto di ritrovo di giovani di tutta la zona. Unico nel suo genere.

Negli anni perfeziona e rivoluziona il concetto di birra e pub. Dona dignità alla birra. Crea bicchieri per degustarla. Finché pochi anni fa compra un vecchio cementificio pochi metri fuori dal paese dove tutto era nato e crea Cascina Baladin. Si tratta di diverse strutture in cui si produce, si imbottiglia e si vende ed inoltre, in estate, c’è un bellissimo giardino in cui i gruppi musicali suonano e la domenica si fornisce l’Alternativa (con la A maiuscola) al centro commerciale. C’è un forno che la mattina produce pane, i banchi del mercato locale che ti vendono i loro prodotti e l’opportunità di comprare carne km 0 e cucinarla direttamente nei braceri accesi per il barbecue. Ci sono dei tavoli in legno per fare il pic nic e qualcuno che intrattiene i vostri bimbi. Inoltre una cioccolateria, la torrefazione del caffè e in alcune serate il cinema all’aperto. Vedere che si possono dare delle opportunità diverse al classico pub e al classico centro commerciale è una lezione che dovremmo replicare. Fortunatamente Teo sta espandendo i suoi concetti ben oltre le langhe e non solo nel nostro bel paese.

Il tour si conclude con l’assaggio della sua famosa e meravigliosa birra che però, dopo aver effettuato la visita, si capisce che è solo una frazione dell’impero di questo imperatore buono e giusto che crede ancora ai sogni.

Bravo Teo: che bella lezione di vita che ci hai trasmesso!

#xoxo Irene Fedi

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