Ricetta colorata: la Crostata di mandarini

Credo che le crostate mettano sempre d’accordo un po’ tutti. Cioccolata, crema, marmellate di ogni genere. Sono buone in estate e in inverno e fanno felici grandi e piccini. A maggio avevo dei mandarini che, ovviamente non essendo più stagione, ho usato per fare marmellata. Erano molto succosi e dolci comunque. Con quella marmellata mi è venuta voglia di fare una bella crostata.

Ingredienti:

100 gr di zucchero

250 di farina

1 uovo più un tuorlo

100 gr di burro

un cucchiaino di lievito vanigliato

un barattolo di marmellata di mandarini

Preparazione:

Preparate un vulcano con la farina, lo zucchero e il lievito setacciati. Mettete dentro l’uovo leggermente sbattuto e il burro a tocchetti lasciato ad ammorbidire qualche ora fuori dal frigo. Iniziate a lavorare l’impasto con le mani amalgamando bene gli ingredienti ma non lavoratelo troppo: fate si che sia bello liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo per qualche ora. Toglietela, dividetela in 2 parti di cui una più grande e stendetela dando una forma circolare. Foderate una tortiera di 24 cm con della carta da forno e rivestite con la pasta stesa. Mettete la marmellata cercando di distribuirla bene in ogni angolo. Stendete l’impasto rimasto e tagliatelo a strisce con l’aiuto di una rotella per pasta. Formate la classica griglia sopra la crostata, mettete in forno a 180° per circa 20 minuti. Sfornate e servite con zucchero a velo.

Come aiutare i luoghi della cultura del proprio territorio: La resistenza culturale di Borgo Castagno

Alis e Gaia al Borgomuseo Festival 2019
Alis e Gaia di Studio 509 durante il Borgo Museo Festival (Kiss Point)

Non so da quanto tempo seguite il nostro blog. Non so se sapete che ci piace molto il nostro territorio, la nostra città (Pistoia) e i suoi abitanti.

Molto spesso parliamo di cibo, eventi e talenti.

Oggi parliamo di CULTURA, in particolare di Resistenza culturale. Oggi vi parliamo di Castagno, un paesino in quel di Piteccio, nel comune di Pistoia appunto.

Abbiamo avuto modo di conoscere il Borgo lo scorso anno in tanti modi: siamo state al blog tour dedicato alla storia del paese durante il Borgo Museo Festival e siamo state ospiti del nostro amico fumettista Riccardo Innocenti, che abita a Castagno e ci ha fatto fare un tour delle opere che si nascondono nel Borgo (vi lasciamo il link alla sua video intervista qui).

Veduta della Ferrovia che porta da Castagno a Porretta

Castagno è un museo a cielo aperto in mezzo alla natura della prima montagna pistoiese. E’ ben collegato alla città anche dalla ferrovia della linea porrettana (quella che conduce da Pistoia a Porretta, ovvero un percorso ferroviario tra i più antichi in Italia che collega la toscana all’emilia-romagna).

Molte sono le opere che si possono visionare passeggiando per il borgo e proprio per questo dal 2019 è nato il progetto dell’associazione CCT-SeeCity in collaborazione con la proloco di Castagno dedicato alla rivalutazione di questo territorio e al restauro delle opere.

Lo scorso anno il progetto ha rimesso in luce la comunità di Castagno e con non poche difficoltà è riuscito ad avere grande successo, anche e sopratutto con la Call agli artisti, in cui si è dato la possibilità a molti artisti di tutto il mondo di visitare Castagno e lasciare al borgo una nuova opera, più contemporanea.

Purtroppo quest’anno, a causa della pandemia, Castagno ha dovuto ridimensionarsi di nuovo: niente eventi, almeno fino al prossimo settembre/ottobre 2020, niente cene e/o pranzi sociali alla proloco, anche se si sta pensando ad un servizio da asporto di pizza e tortelli fatti in casa, ed infine nessuna visita guidata o laboratorio per bambini, anche se CCT-SeeCity sta lavorando ad un nuovo tipo di visita guidata (la visita in solitaria con l’ausilio telematico di app o pdf descrittivi di percorsi e opere all’interno del borgo).

Purtroppo la cultura e il territorio sono lasciati per ultimi in casi come quello che stiamo vivendo e posti come Castagno rischiano di tornare al punto di partenza dopo il duro lavoro svolto per rivalutarlo.

Qui entra in gioco la Resistenza Culturale!

“I luoghi della cultura vivono (o meglio, sopravvivono) di progetti ed eventi, sostenitori e pubblici, artisti e visitatori che spesso vengono da lontano. Tutti questi luoghi dovranno RESISTERE ancora a lungo per continuare ad esistere, e adesso non possono di certo permettersi di perdere tempo: devono studiare, sperimentare, condividere, in parte re-inventarsi, ed impegnarsi molto più di prima.”

“Continuiamo infatti a lavorare perché il Borgo Museo di Pistoia possa essere un luogo sempre più conosciuto e vissuto, aperto e dinamico, creativo e rigenerativo, accogliente e fruibile da tutti, anche a distanza (in modo digitale/virtuale).

Il lavoro culturale richiede diverse competenze professionali, strumenti tecnici e tempo, soprattutto se si vuole qualità e costanza, progettualità e lungimiranza. Noi vogliamo resistere ma per farlo dobbiamo prima di tutto essere sinceri e chiari, con noi stessi e con tutti voi: adesso più che mai abbiamo bisogno del tuo aiuto.”

Questo testo è citato dalla pagina del sito di Castagno dedicata alla Resistenza Culturale; quella pagina dove potete trovare i vari modi in cui sostenere Castagno nella lotta contro il Covid-19 e in cui potrete leggere quanto amore c’è per questo posto non solo da parte di chi lo vive, ma anche e sopratutto di chi come noi di Studio 509 lo ha frequentato e vuole continuare a frequentarlo ancora.

 

Se anche tu sei un blogger? Ami la natura, il territorio e vorresti che posti come Castagno non venissero dimenticati? Bene! Rispondi alla nostra CALL 🙂 Scrivici in Privato all’indirizzo mealpress@gmail.com 

Blogger ed aspirante giornalista, potete leggere ciò che scrivo anche su uaumagazine.com e su pistoiasette.org
Ogni tanto faccio anche qualche video. Ciò che pubblico lo vedete sulla mia pagina facebook @c.alice

 

Alcune delle immagini riportate in questo articolo sono state concesse da CCT-SeeCity, altre sono di nostra produzione (realizzate durante gli eventi a cui abbiamo partecipato). Per tanto sono libere da copyright.

Melanzane ripiene di riso

A me le melanzane piacciono sempre e in tutti i modi: grigliate, alla parmigiana, papoutsakia e chi più ne ha più ne metta. Ogni regione ha la sua tradizione. Ogni paese ha la sua ricetta. Tempo fa avevo trovato on line la ricetta delle melanzane ripiene di ragù e riso e, siccome mi era avanzato del ragù in frigo e avevo comprato una melanzana enorme, ho deciso di provare.

Ingredienti:

1 melanzana molto grande

Ragù

150 gr di riso

100 gr parmigiano grattato

Preparazione:

La preparazione è veramente molto semplice. Dovete bollire il riso lasciandolo abbastanza al dente. A parte pulite e tagliate a metà una melanzana. La mettete a sbollentare in acqua salata finché non sarà morbida all’interno solo allora la togliete dall’acqua, la fate freddare e la svuotate, con l’aiuto di un cucchiaio, avendo cura di togliere i semini che vi darebbero acidità. Condite il riso con il ragù. Riempite la melanzana con il composto ottenutoe poi la cospargete di parmigiano e la mettete in una pirofila con un cm di acqua e olio e la mettete a cuocere per circa 40 min a 180° a forno statico. Sfornate e servite.

Vuoi condividere le tue idee, c’è Il Salottino Virtuale di Tiziana

tiziana sevi
Ciao, sono Tiziana de laformatonda.wordpress.com

Tiziana la conoscete già: è la nostra mamma ricicla tutto de laformatonda.wordpress.com, ovvero colei che nel periodo di Natale e Befana ha condiviso con i nostri lettori alcuni articoli dedicati al riciclo creativo qui sul blog di Studio 509.

Oggi è con immenso piacere che condividiamo con voi l’ultima delle sue fatiche di blogger: il Salottino Virtuale, un gruppo facebook dove gli utenti possono scambiarsi idee e possono far nascere collaborazioni.

Come ti è venuta in mente l’idea del gruppo facebook “Il salottino Virtuale”?

“Durante il lockdown – racconta Tiziana – ho fatto fatica a navigare in rete: ovunque guardassi c’era veleno in quantità industriale! Alcuni odiavano quelli che andavano a camminare, altri odiavano i bambini che volevano uscire, altri ancora se la prendevano pure con i cani che dovevano fare pipì. Questa spirale di odio cieco e assolutamente fuori controllo mi ha disgustata a tal punto che ho pensato di creare uno spazio ex novo nel quale poter chiacchierare liberamente ed educatamente di tutto.”

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Il Salottino Virtuale – da un’idea del blog La Forma Tonda

Ed Ecco qua che è nato questo gruppo. Tiziana ha pensato molto al nome e alle regole che rendessero il gruppo diverso da tutti gli altri presenti su facebook. Alla fine ha pensato a “Il Salottino Virtuale”  perchè la sua idea di fondo era quella di una chiacchierata tra amici.

“.. magari davanti ad un caffè virtuale, nel mio salotto”.

Tiziana sta curando con attenzione il gruppo, cercando di variare il più possibile i temi affrontati e di dare la possibilità a tutti di poter condividere le proprie iniziative. Infatti, i membri sono liberi di presentarsi e dire la loro su temi che propone Tiziana come amministratrice e moderatrice, oppure possono linkare i loro progetti social e web in modo da renderli visibili ad un pubblico ampio, ma selezionato.
“La regola base del gruppo è che ognuno può parlare di sè, ma sempre nel limite assoluto del rispetto e dell’educazione – continua Tiziana. Vorrei che Il Salottino Virtuale fosse un luogo piacevole, lontano da odio, insulti e cyberbullismo: mi piacerebbe che i membri, scorrendo tra i post, potessero esclamare “Oh, tò… questo non lo sapevo. Interessante!”.
In effetti una chiacchierata tra amici è proprio questo e forse proprio per questa sua natura cosi polite questo progetto social sta man mano crescendo, nei numeri dei partecipanti e nelle iniziative presentate; non ultima quella lanciata dalla pagina di c.alice (ovvero da me medesima): SE HAI UN PROGETTO, UN’ATTIVITA’ O UN TALENTO SCRIVIMI UNA MAIL CON LA TUA BIO ALL’INDIRIZZO mealpress@gmail.com E IO PARLERO’ DI TE QUI SUL BLOG DI STUDIO 509 O SUL UAU MAGAZINE (la seconda realtà web in cui scrivo le mie interviste e parlo di esperienze).

welcome
Benvenuti nel gruppo a tutti i nuovi membri

L’idea di Tiziana ci dà speranza e forza e si inserisce bene proprio in questo progetto blog che sto portando avanti.
“Il mio blog – racconta Tiziana – ai suoi primordi, si chiamava “La donna di Botero”, in omaggio alle donne “tonde” – vedi me 😀 – disegnate dal grande artista. Si trattava di un semplice diario online appoggiato sulla storica piattaforma Tiscali Blog (che non so nemmeno se esista ancora).
Quando aspettavo mio figlio, guardandomi allo specchio, mi sono vista “tonda”, ancora di più, e lì ho deciso di modificare il nome del mio blog, in
“La forma tonda”, che secondo me rappresenta la vita: tutto ciò che ha a che fare con le parti importanti della nostra esistenza è rotondo.”
– Tonda è la pancia della mamma, tonda è la testolina del bimbo che fa capolino al momento del parto.
– Tondo è il sole, fondamentale per la nostra esistenza.
– Tonda è la pagnotta di pane quando si mette a lievitare.
– Tonde sono le goccioline d’acqua.
– Tondo è il cerchio della vita che inizia e finisce, chiudendosi in un cerchio nel quale è raccolta la vita stessa del mondo.

fuori dagli schemi
Il blog di Tiziana vuole guardare in positivo al di là degli schemi.

“La forma tonda – conclude Tiziana – è uno spazio così: abbraccia tutti gli aspetti della vita e tutto ciò che si può imparare. Io credo molto nel web positivo, specialmente in questo periodo di grande confusione.
E sapete perchè?
I nostri genitori e nonni avevano la responsabilità di un solo “mondo”, che è quello in cui viviamo “fisicamente”. Noi abbiamo la responsabilità di un secondo mondo, che è la rete, nel quale viviamo “virtualmente” e nel quale vivranno i nostri figli e nipoti. Per questo è fondamentale tenere PULITO questo mondo alternativo e una grande differenza la fanno tutti coloro che si dedicano a condividere contenuti utili e positivi, a dispetto della spazzatura che, anche nel virtuale, abbonda.”
Non è facile stare dietro alla rete. Chiunque tenti di creare contenuti lo sa bene. Però si può e si deve dare qualità alla rete, e non dobbiamo voltarle le spalle dicendo a noi stessi che non ci serve o che è solo spazzatura. E’ sbagliato chiudere gli occhi davanti all’evidenza, anche perchè le nuove generazioni ci stanno crescendo dentro e questa cosa non può che incrementare.
“Da qui al 2021 mi auguro di “subire” una evoluzione virtuale notevole: sto studiando tanto per colmare le lacune che la mia formazione “reale” mi ha lasciato e spero di riunire blog e gruppo in un unico “salotto”, virtuale e, chissà… anche reale!!!
Sto sognando in grande… tanto!
Vediamo se riesco a portare fuori dal cassetto questo mio sogno”.
Alice Lavoratti

Alice Lavoratti
Blogger ed aspirante giornalista, potete leggere ciò che scrivo anche su uaumagazine.com e su pistoiasette.org Ogni tanto faccio anche qualche video. Ciò che pubblico lo vedete sulla mia pagina facebook @c.alice

Apple Pie

Oggi vi do una ricettina non proprio nostrana diciamo così. Una ricetta che arriva da oltre oceano e che noi abbiamo un po’ rivisitato. Avendo in frigo un gran quantitativo di mele mi son detta che era giunto il momento di affrontare il discorso della apple pie. È una torta fatta con pasta brisé quindi non vi aspettate la scioglievolezza della crostata. Piuttosto la ruvidità dello strudel. È uno scrigno di dolci mele caramellate che vi lascerà il palato ingolosito e son sicura che non potrete fare a meno di mangiarne due fette!

Ingredienti :

1 kg di mele renetta

100 gr di zucchero

220 gr di burro freddo

450 gr di farina

un pizzico di sale

100 ml acqua ghiacciata

una bacca di vaniglia pulita, noce moscata, scorza di limone e latte per spennellare

Preparazione:

Iniziate a preparare l’impasto: nella planetaria mettete il burro freddo di frigorifero tagliato a pezzetti, la farina e un pizzico di sale. Azionate la foglia e aggiungete l’acqua ghiacciata continuando per qualche secondo fino ad ottenere un impasto piuttosto grezzo e trasferitelo su una spianatoia di legno. Lavorate l’impasto con le mani per 10 minuti finché avrà assunto una consistenza liscia, dopodichè mettetelo in frigorifero a riposare per almeno 20 minuti coperto con la pellicola trasparente. Nel frattempo potete iniziare a sbucciare le mele e a tagliarle a cubetti. In una padella antiaderente fate scaldare lo zucchero, la noce moscata e il ricavato della bacca di vaniglia. Versate due cucchiai di acqua e fate cuocere il caramello, mescolando con un cucchiaio di legno, fino a quando vedete delle bolle ampie. A questo punto fate sciogliere nel caramello una piccola noce di burro. Aggiungete le mele e la scorza del limone grattugiata, facendo saltare per qualche minuto fino a quando le mele saranno leggermente morbide all’esterno e molto croccanti all’interno. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Imburrate leggermente una tortiera tonda dai bordi ondulati di circa 25 cm di diametro e ponete in frigo per 20 minuti. Togliete l’impasto dal frigorifero e con un coltello dividetelo in due parti di cui una leggermente più grande dell’altra. Con un mattarello cominciate a stendere la parte più grande dell’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato cercando di realizzare una forma arrotondata e mettetela nella tortiera. Riempite con le mele versandone di più al centro per dare alla Apple Pie la sua forma classica. Stendete la parte di pasta rimanente e chiudete la torta pizzicando i bordi. Con un coltellino a lama liscia fate 5 tagli centrali a raggiera. Spennellate la superficie dell’Apple Pie con il latte e cuocete in forno statico preriscaldato a 200° per 20 minuti. Trascorso il tempo necessario, spennellate ancora con il latte e cuocete nuovamente abbassando la temperatura a 180° per 20 minuti. Spennellate una terza volta e cuocete a 170° per altri 20 minuti. Se avete un forno ventilato cuocete a 180°, a 160° e 150° per 10 minuti ogni volta. Quando l’Apple Pie sarà pronta e avrà preso colore, spegnete e lasciate raffreddare in forno. Quindi sfornatela e servitela.

Non meditare. Inizia a visualizzare. Parola di Anastasia Pelliccia.

 

Anastasia Pelliccia, Psicologa e Psicoterapeuta

“Ciao sono Anastasia e sono Psicologa e Psicoterapeuta ad Approccio Umanistico e Bioenergetico. Sono anche esperta negli Interventi Assistiti con gli animali (Pet therapy).”

Anastasia si occupa da anni dell’attività clinica nell’area degli adulti e coppie e da qualche anno ho deciso di dedicare una parte della sua professione alla Pet Therapy. “Collaboro con la Scuola Delfino di Pescia sia come Responsabile di attività e progettazione, sia come Coadiutore del cane grazie al mio collega speciale di nome Sun (un labrador retriever).

“Sono nata ad Itri, in provincia di Latina, ma sono toscana d’adozione. La Toscana è dove vivo, dove esercito la mia professione da diversi anni, sopratutto nelle zone di Pistoia, Sesto Fiorentino e Cascina.”

E’ una di quelle psicoterapeute che non si ferma di fronte a nulla e utilizza molte tipologie di percorso per seguire i suoi assistiti. “Organizzo gruppi di incontro finalizzati al Benessere psicologico ed emotivo – racconta Anastasia. Per me la cosa importante è che la persona che arriva nella mia stanza di terapia possa sentirsi ACCOLTA/O, comoda/o, come se fosse tra le pareti di casa sua.”

La parola spazio è importante per lei perchè è il posto che una persona si crea per potersi sentire libero “dove potersi concedere un con-tatto autentico con se stesso, senza doversi sentire in obbligo a rincorrere il tempo che scorre velocemente.”

Un altro esempio di spazio e di percorso che Anastasia utilizza per le sue sedute di psicoterapia è la visualizzazione. E’ talmente particolare come concetto che più che spiegarmelo, Anastasia me lo ha fatto vivere.

Trovate tutto nel video, quello che non si vede sono le mie sensazioni, ciò che ho provato. Adesso a posteriori ho deciso di descrivervi com’è stato per me vivere questa esperienza di visualizzazione attraverso il veicolo della Nuvola Bianca.

Faccio una piccola premessa: io, come del resto Anastasia, credo nella capacità e volontà di essere e sentirsi presenti in contatto con le proprie emozioni e vissuti personali. Perciò devo dire che mentre seguivo le indicazioni vocali della psicoterapeuta ho avuto modo di far riaffiorare sopratutto un ricordo. Sarà che sono giorni difficili, sarà che sono del segno del toro e ho un costante bisogno di muovermi e di stare a contatto con la terra e la natura, ma la prima cosa che ho visto appena entrata metaforicamente nella nuvola è stato il giardino di casa dei miei, dal quale si vedono le montagne. D’inverno la montagna è spoglia e pian piano con la primavera gli alberi si riempiono di verde. Nascondono tutto quello che c’è sotto. Alla fine di settembre però alcuni boscaioli iniziano a tagliare gli alberi. Ripuliscono la vegetazione e preparano la legna per l’inverno che deve tornare. In quei giorni si vede un sentiero che sale. Non ho mai capito da dove parta, né dove porti, ma mi ha sempre incuriosito.

Le mie tre parole sono Montagna, Taglialegna e Sentiero. Quello che ho capito è che la visualizzazione di Anastasia mi ha mostrato un percorso. Non so sè è quello che sto attraversando, oppure quello che vorrei o dovrei seguire. So che sono sulla strada, che la vedo chiara di fronte a me. Non so da dove sono partita e ancora non so dove sto andando, ma quello che vedo mi piace e mi fa stare bene.

“La presenza dona nutrimento non solo al nostro modo di essere al mondo – dice Anastasia – ma anche al vivere le nostre relazioni, ed imparare ad essere presenti con noi e con gli altri.”

Altri due valori che questa fantastica donna persegue sono l’Autenticità e la Creatività: “il primo è un elemento essenziale per essere trasparenti e spontanei nelle relazioni con gli altri – spiega Pelliccia – per non sentire il bisogno di doversi nascondere. Il secondo è l’ingrediente immancabile nella stanza di terapia che dona anima e corpo ai bisogni ed ai desideri più profondi della persona. Essere autentici significa essere pienamente in contatto con il proprio sentire e con la persona che abbiamo di fronte, mentre essere creativi significa concedersi l’opportunità per imparare a star bene, vivere al meglio la vita di tutti i giorni e le relazioni con gli altri ed in primo luogo con se stessi.”

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Pomodori ripieni della nonna Lina

In questi giorni di noia chiusa in casa mi son venuti in mente i pomodori che mi faceva la nonna quando ero piccola. Lei li faceva nel forno della stufa economica (a legna) mentre io invece li ho cucinati nel forno normale. Me li ricordo succosi e profumati ma soprattutto molto gustosi. Ho deciso di provare a rifarli anche se per i pomodori è ancora presto. Ci vorrebbero i pomodori maturi di luglio o agosto. Quelli che son rossi di sole e saporiti di aria bollente. Quelli che quando vai a coglierli nell’orto senti il profumo del verderame (per inciso: lo adoro!). Io intanto vi do la ricetta, voi tenetela buona per l’estate oppure, se non potete resistere come me, fateli adesso.

Ingredienti:

1 kg di pomodori a grappolo maturi

400 gr di macinata di bovino

1 uovo

100 gr di pangrattato

100 gr di parmigiano grattato

2 sottilette

Prezzemolo, noce moscata, sale, pepe, olio

Preparazione:

Lavare i pomodori e scavarli con l’aiuto di un cucchiaino e di un coltello, togliere anche eventuali semini. Porre i pomodori scavati in una pirofila da forno con circa un cm di acqua, sale e olio (se preferite e lo avete va bene anche il brodo). In una boule preparare il ripieno con la macinata, le spezie, il parmigiano, l’uovo e il pangrattato. Amalgamare bene di modo che gli ingredienti si mischino tra loro. Riempire i pomodori con l’aiuto di un cucchiaino e mettere infine un pezzettino di sottiletta a coprire il ripieno di ogni pomodoro. Mettere in forno statico a 120° per circa 45 minuti. Servire.

DaphneArt, quando la pittura e il Make up s’incontrano

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Nausicaa Spinosa – Artista

“Ciao, mi chiamo Nausicaa Spinosa e insieme a Barbara Vallese, mia amica da sempre, ho dato vita a DaphneArt.”

DaphneArt è un’attività artistica che abbraccia due settori apparentemente distanti, ma molto vicini: l’Arte e il Makeup.

Nausica e Barbara sono due artiste, una pittrice e una truccatrice, che aiutano gli amanti del bello a coltivare l’arte e la bellezza sotto ogni aspetto.

“Vogliamo che ognuno possa trovare nutrimento per la propria curiosità nei nostri pezzi unici dipinti a mano, così come nelle nostre proposte di trucco”.

“Arte e Makeup sono, nella nostra visione, due diverse forme di arte.”

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Barbara Vallese – Make up Artist

Si tratta proprio di questo: un connubio tra pittura e trucco che, in continuo divenire, si sviluppa sulla base di una concezione di arte che abbraccia un po’ tutti gli ambiti del quotidiano.

“Ci piace l’idea che la pittura e il disegno possano trovarsi ovunque, su un oggetto di uso abituale, per esempio, su una tela o anche sul proprio corpo.”

Ma come è nata l’idea?

Daphneart ha preso forma da una mia idea – dice Nausicaa – di qualche anno fa, quando ho deciso che il mio hobby doveva diventare qualcosa di più. L’arte ha continuamente fatto parte della mia vita e avevo il grande desiderio di trasformare in qualche modo questo mio grande amore per l’arte in un vero e proprio lavoro. Per un po’ ho lavorato da sola, ma un paio di anni fa, parlando con Barbara, abbiamo improvvisamente realizzato che insieme avremmo potuto fare qualcosa di più. In fondo, ci conosciamo da una vita e siamo amiche da sempre e unire le nostre forze mettendo a frutto i nostri reciproci talenti ci è sembrata una buona idea.”

Decorazioni personalizzate
Opera di Nausicaa Spinosa

E’ così che Nausicaa e Barbara hanno continuato a costruire insieme la loro attività, unendo i loro punti di forza, lasciando i due ambiti distinti ma legati ad ognuna di loro: Nausicaa si occupa della parte Arte, Barbara della parte Makeup.

L'arte del Make up
Make artistico ad opera di Barbara Vallese

“DaphneArt è il mio universo personale e le mie attività sono tutte legate dal fil rouge della pittura.”

“Tutto ciò che può essere dipinto, personalizzato, decorato – continua Nausicaa – rientra nel mio mondo, oltre, ovviamente, ai quadri, attraverso i quali esprimo me stessa e la mia arte.”

Makeup artist professionista, invece, Barbara si occupa della realizzazione di trucchi artistici per cinema e teatro, passando per trucchi televisivi, di moda e body painting, senza tralasciare il fantastico mondo del makeup delle spose, al quale lei si dedica con una delicatezza e professionalità assolute.

A differenza del mercato industriale, che offre prodotti e servizi tutti uguali, omologati e anonimi, Nausicaa e Barbara offrono la loro creatività e l’unicità di un prodotto artistico originale, di un pezzo unico dipinto a mano e, soprattutto, personalizzato. Anche per questo motivo non è stato facile per loro inserirsi nell’attuale mondo lavorativo.

Make up artistico con applicazioni by Barbara Vallese

“È difficile perché è ancora troppo diffusa l’idea che fare l’artista non sia un lavoro e che un truccatore non sia un vero professionista. Si ha sempre la sensazione di lottare contro pregiudizi giganti, che pretendono un lavoro artigianale e unico, però a poco prezzo. Così come una consulenza di trucco personalizzata: in molti pensano che dovrebbe essere gratuita, ma c’è dietro un mondo che solo i professionisti conoscono e che, pertanto, deve essere giustamente valorizzato.”

Il difficile, a volte, è non scoraggiarsi e tenere duro, proseguendo dritti per la propria strada, senza piegarsi a compromessi avvilenti. In molti credono che sia facile realizzare opere uniche, fatte a mano. In realtà il quid in più di artiste come Nausicaa e Barbara sta nell’esperienza e nel talento che non tutti hanno in ambito artistico.

Cosa deve fare quindi un artista per diffondere la sua arte e farla diventare un vero e proprio mestiere?

“Il consiglio principale è quello di non mollare mai (ed è quello che ripeto costantemente
anche a me stessa). Non dobbiamo smettere di credere nei nostri sogni. La creatività si nutre delle capacità di ognuno di noi e deve essere la solida base su cui costruire un’attività artistica che sia anche remunerativa.

Sicuramente è necessario anche essere consapevoli di cosa si propone, del proprio marchio – e se non se ne ha uno realizzarlo – ed essere anche un pò esperti di strategie di comunicazione – o quanto meno saper essere comunicativi.

Insomma, essere creativi non basta, ma grazie alla formazione personale si possono raggiungere grandi risultati.

“È per questo – finisce di raccontare Nausicaa – che ho fatto un lungo e complesso percorso di formazione in questo senso con la fantastica di guida di Giada Centofanti, una coach che lavora al fianco di titolari di piccole attività e professionisti per aiutarli a riconoscere il proprio valore e quello della loro attività. Investire tempo e qualche soldo su se stessi e sul proprio business è sicuramente il consiglio migliore da seguire, perché l’improvvisazione non sempre aiuta”.

Ci vuole un bel po’ di fantasia e di curiosità, per cercare quell’originalità e quell’unicità che è indispensabile per distinguersi.

Alice Lavoratti

Alice Lavoratti
Blogger ed aspirante giornalista, potete leggere ciò che scrivo anche su uaumagazine.com e su pistoiasette.org Ogni tanto faccio anche qualche video. Ciò che pubblico lo vedete sulla mia pagina facebook @c.alice

Muffin allo yogurt

Purtroppo i bar sono ancora chiusi. Iniziano a fare consegne a domicilio o delivery però ancora non siamo in piena libertà. Inoltre alcuni di noi hanno ancora un po’ di tempo libero perché sono a casa. Approfittiamone quindi per prepararci la colazione e viziarci. Ogni tanto va anche bene. Io ho deciso di preparare dei muffin allo yogurt in due versioni: con dello yogurt greco e con dello yogurt al cocco e gocce di cioccolato. In ogni caso potete scegliere quello che più vi piace o che comunque avete già in frigo visto che si deve limitare gli accessi al supermercato.

Ingredienti:

250 g di farina

250 g di yogurt (2 vasetti)

100 g di zucchero

2 uova

100 ml di olio di semi

1 bustina di lievito

Preparazione:

Montate bene le uova con lo zucchero fino a ottenere un bel composto chiaro e spumoso. Unite successivamente lo yogurt e quindi l’olio di semi. Setacciate insieme la farina e il lievito. Unitela al composto poco alla volta, mescolando con delicatezza dal basso verso l’alto per non far smontare il composto. Dopo aver amalgamato per bene, riempite per 3/4 i pirottini per muffin e cuocete in forno già caldo a 180° per 15 minuti (fate, comunque, sempre la prova dello stecchino, per accertarvi che i muffin siano effettivamente cotti). Sfornate e, se volete, farcite di marmellata, crema o cioccolato. Semplice, facile e veloce. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Vuoi vedere positivo? Credi nei bambini.

Assunta Pinelli
Una foto di Assunta e della sua cagnolina Lilly durante le feste di Natale nel suo Eurekakids di L’Aquila

“Ciao, sono Assunta ho quasi 33 anni e sono titolare insieme ad un altro socio di un piccolo negozio di giocattoli educativi a l’Aquila.”

La nostra intervista di oggi inizia cosi e parla di una giovane donna che ha deciso di trasformare l’amore per i più piccoli in un posto magico in cui poterli incontrare, far giocare e crescere.

Oggi raccontiamo la storia di Assunta Pinelli.

“Il mio negozio si chiama Eurekakids ed è il mio posto magico nel mondo; quello in cui organizzo laboratori educativi per bambini, o progetto come animare le loro feste.”
Assunta vive sola con la sua meravigliosa cagnolina Lilly. Nel tempo libero svolge la professione di tata e ama andare in palestra, fare trekking e lunghe passeggiate.

Assunta 6 anni fa ha deciso di trasferirsi in un contesto meno paesano, perchè sentiva il bisogno di ricominciare. Aveva bisogno della città per poter evolvere.

“Avevo voglia di crescere, di realizzarmi lavorando su me stessa e lasciandomi il tempo di fare le cose che mi piacciono (teatro, volontariato, associazionismo). Anche per questo motivo ho scelto l’Aquila: una città vicino alla mia famiglia – che vive a Cassino – ma che al tempo stesso ti dà la possibilità di vivere in maniera economica in un contesto più grande.”
E’ qui che Assunta decide di reinventarsi: ha capacità comunicative, mentre studiava ha sempre lavorato con i bambini come tata o animatrice, e il suo primo impiego è stato all’interno di un’edicola, dove aveva modo di stare giornalmente con libri da colorare, penne e quaderni.

Eurekakids L'Aquila
il punto vendita e laboratori per bambini di Assunta.

“Nell’ottobre del 2017 è arrivata la proposta di andare a lavorare come direttrice di un punto vendita EUREKAKIDS e anche se nel 2019 la prima società si è sciolta non mi sono arresa perchè credo fortemente nel progetto e nei bambini, perciò nell’ottobre dell’anno scorso sono entrata io stessa in società. Ho lavorato 7 giorni su 7 per 12/15 ore al giorno, anche da casa quando non ero di turno, anche in ferie. Per me l’azienda e il progetto contano molto.”

Credere nei bambini è la cosa più importante ed Eurekakids è un mondo fantastico.

“Ogni volta che ne parlo m’illumino. Ho avuto la fortuna di avere degli imprenditori che hanno creduto in me e che hanno dato spazio alle mie idee. Nonostante sia un franchising catalano e ci sia quindi da seguire una linea di lavoro ben definita, nel nostro punto vendita abbiamo organizzato ed organizzeremo in futuro laboratori creativi gratuiti con e per i bimbi. Abbiamo organizzato feste a tema inventandoci sempre cose nuove che hanno soddisfatto le mamme e divertito i bambini.”
Oggi è più difficile, perché il punto vendita di Assunta è chiuso al pubblico. Il suo lavoro continua con le consegne a domicilio e con il canale youtube TATA ASSUNTA, dove la nostra animatrice posta video dedicati alle attività per bambini.
“I clienti e miei followers su youtube continuano a sostenermi, perciò sono contenta del lavoro svolto e continuo a svolgere. Sono fiduciosa che torneremo presto a vederci di persona, anche senza le mascherine, e sono convinta che se guardiamo il mondo con gli occhi dei bambini possiamo provare ad affrontare la vita con uno spirito più positivo e benevolo, al di là delle cose assurde che capitano nelle nostre vite di adulto.” 
Alice Lavoratti

Alice Lavoratti
Blogger ed aspirante giornalista, potete leggere ciò che scrivo anche su uaumagazine.com e su pistoiasette.org Ogni tanto faccio anche qualche video. Ciò che pubblico lo vedete sulla mia pagina facebook @c.alice

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